Fotografare l'Islanda: guida completa per fotografi di paesaggio
Viaggio fotografico in Islanda: tutto quello che devi sapere prima di partire
L'Islanda è uno di quei luoghi che ti entra nella testa prima ancora di metterci piede.
La immagini per mesi, la cerchi nelle fotografie degli altri, la studi sulle mappe, poi ci arrivi e capisci subito che nessuna immagine, per quanto straordinaria sia, riesce davvero a restituire la bellezza di quello che stai per vivere.
Ci sono tornato innumerevoli volte, in ogni stagione, da solo o con altri fotografi durante i miei workshop. Proprio per questo, dopo aver vissuto l'isola in ogni sua sfumatura, ho deciso di scrivere questa guida.
Quello che segue è ciò che ogni fotografo dovrebbe sapere prima di partire.
Quattro stagioni, quattro Islande
Prima di parlare di location, attrezzatura e impostazioni di scatto, è necessario affrontare la domanda che ogni fotografo si pone al momento della pianificazione: quando andare? La risposta non è semplice, perché l'Islanda è, di fatto, una destinazione completamente diversa a seconda del periodo dell'anno.
Primavera (Marzo – Maggio)
La primavera è una stagione di transizione e la tua esperienza cambierà moltissimo a seconda del mese in cui viaggi. A Marzo e Aprile è ancora possibile vedere l'Aurora boreale e c'è una buona probabilità di trovare neve nel paesaggio. Il clima può essere mite, ma le cime rimangono imbiancate. A Maggio la fauna ricomincia a farsi vedere ed è un ottimo momento per osservare gli uccelli che nidificano nelle zone costiere. Gli spostamenti sono più semplici, con meno neve al suolo, ma gli altopiani interni restano chiusi almeno fino a metà Giugno.
La primavera è perfetta per chi vuole evitare la folla, ma richiede flessibilità: il meteo è imprevedibile e la tua esperienza dipenderà in larga misura dalle condizioni che troverai sul posto.
Estate (Giugno – Agosto)
L'estate è il periodo più gettonato e l'unica stagione in cui è possibile esplorare gli altopiani interni.
I paesaggi brulli del centro, quasi lunari, fanno dell'Islanda un luogo straordinario per chi ama l'esplorazione fotografica. Il paese è completamente accessibile, si aprono opportunità di trekking pazzeschi, percorsi con il kayak, avvistamento della fauna locale e molte altre avventure all'aperto.
È anche la stagione più affollata e costosa. La luce migliore si trova solo molto presto al mattino o molto tardi la sera. Le Aurore non sono visibili fino a fine Agosto, quando pian piano ritorna l'oscurità notturna.
Autunno (Settembre – Novembre)
Anche l'autunno è una stagione di transizione. All'inizio potresti ancora accedere ad alcune aree degli altopiani prima che arrivi la neve, ma non è garantito. Con meno turisti in giro puoi trovare angoli tranquilli e inaspettati. A Novembre è già possibile trovare la neve, anche se un paesaggio completamente innevato dipende molto dall'annata. Le condizioni di guida sono più gestibili rispetto al pieno inverno, ma l'imprevedibilità resta alta.
Inverno (Dicembre – Febbraio)
Il paesaggio islandese in inverno è mozzafiato; grandi pianure aperte circondate da cime monocromatiche ricoperte di neve. Le notti lunghe offrono ampie finestre temporali per fotografare l'Aurora e le giornate cortissime ti permettono di scattare quasi ininterrottamente, dall'alba al tramonto, con una luce continuamente dorata.
Guidare può essere impegnativo, molti ristoranti e servizi restano chiusi, ma i paesaggi ripagano di ogni difficoltà.
Conoscere tutte e quattro le stagioni è il punto di partenza per scegliere consapevolmente e per capire che l'Islanda ideale non esiste; esiste quella che trovi tu, in quel preciso momento.
L'Islanda d'estate: fotografare sotto il sole di mezzanotte
C'è una luce che non assomiglia a nessun'altra. È la luce dell'estate islandese, morbida, radente, dorata, che si distende sul paesaggio a orari che in altri luoghi sarebbero di notte profonda.
Fotografare in Islanda d'estate significa fare i conti con un fenomeno che ribalta completamente le abitudini del fotografo di paesaggio: il sole che non tramonta mai davvero.
Vale la pena chiarire un aspetto tecnico spesso frainteso. Quello che alcuni definiscono "sole di mezzanotte" è in realtà un fenomeno apparente. L'Islanda si trova a sud del Circolo Polare Artico e non esiste un solo giorno dell'anno in cui il sole non tramonti. Il fatto che per qualche giorno sembri sempre sopra l'orizzonte è dovuto all'effetto della rifrazione atmosferica, che devia i raggi luminosi facendo apparire il sole visibile anche quando, geometricamente, è già sotto l'orizzonte. Un dettaglio affascinante, che non diminuisce in alcun modo la straordinaria qualità della luce disponibile.
Durante l'estate islandese le notti diventano un'opportunità per avventurarsi e scoprire la bellezza senza tempo dell'isola in condizioni di luminosità uniche, con cieli che si tingono di rosso, rosa e viola fino alle prime ore del mattino.
Più nel dettaglio, a Giugno il sole sorge verso le 3:00 di notte e tramonta intorno a mezzanotte. A Luglio la luce del sole inizia tra le 3:00 e le 4:30 e finisce tra le 22:30 e le 23:45. Agosto è il mese estivo in cui torna la notte vera e propria, con le prime ore di buio dopo il 15 del mese.
Cosa offre l'estate al fotografo
Il vantaggio principale è la quantità e la qualità della luce. Il sole si trova sotto l'orizzonte solo per poche ore al giorno, regalando diverse ore consecutive di golden hour. Si ha quindi tutto il tempo di spostarsi e visitare l'isola durante il giorno, per poi scattare per ore consecutive in tarda serata. Per un fotografo di paesaggio, questa è una condizione semplicemente irripetibile altrove.
Le ore dorate, che in estate coincidono con tarda sera o notte inoltrata, offrono una luce morbida e calda che esalta i colori della vegetazione e crea lunghe ombre capaci di dare movimento e tridimensionalità alle fotografie. I lupini viola che fioriscono lungo le strade del Sud, i muschi luminescenti sulle colate laviche, i riflessi sulle lagune glaciali; tutto acquista una profondità cromatica che la luce dura diurna non potrebbe mai restituire.
L'estate apre anche un'intera dimensione dell'isola che d'inverno rimane inaccessibile. È la stagione in cui si possono esplorare gli altopiani interni, percorribili solo con un fuoristrada lungo le cosiddette F-roads, strade sterrate che includono guadi e che portano ad alcuni dei paesaggi più spettacolari dell'isola.
Prima di avventurarti sulle F-roads, documentati sull'itinerario, le assicurazioni necessarie e le condizioni dei guadi. È un territorio che premia la preparazione.
La piena estate è anche il momento migliore per la fauna; le sorgenti calde raggiungono la temperatura più elevata dopo la fusione della neve invernale, la vegetazione è nel pieno della fioritura fino alla fine di Luglio e gli uccelli sono nel pieno della nidificazione. Per la fotografia naturalistica, in particolare per gli appassionati di birdwatching, è un momento d'oro. Le pulcinelle di mare (Fratercula arctica) e numerose altre specie sono presenti in gran numero, soprattutto nelle zone costiere e nelle isole, mentre i cavalli islandesi accompagnano il viaggio lungo le strade con una presenza quasi fiabesca.
Un aspetto da non sottovalutare nella seconda parte dell'estate, dopo il 15 Agosto, ritorna l'oscurità notturna e, con essa, la possibilità di vedere l'Aurora boreale. Chi in questo periodo si trova negli altopiani ha l'occasione unica di ammirare l'Aurora da alcuni degli scenari paesaggistici più suggestivi al mondo. Agosto, in questo senso, è un mese straordinariamente versatile; offre ancora la luce estiva di giorno e restituisce il buio necessario per l'Aurora di notte.
Cosa tenere a mente nell'estate islandese
L'estate islandese non è priva di sfide. La luce migliore può arrivare a notte fonda. Per sfruttarla al massimo servono impegno e organizzazione. Il ritmo biologico va completamente sovvertito; si fotografa a mezzanotte e si dorme quando la luce è piatta. Chi non è disposto a stravolgere le proprie abitudini rischia di perdere i momenti migliori.
Va considerato anche il fattore affollamento. L'estate è la stagione di punta del turismo islandese. Alcune location celebri come Kirkjufell e Jokulsàrlon possono risultare sovraffollate nelle ore centrali della giornata. La soluzione è sfruttare le ore notturne come finestra di esclusività assoluta. Se vuoi uscire dai circuiti più battuti, considera di costruire un itinerario tematico con cascate, fiordi e montagne piuttosto che inseguire soltanto le mete più famose. Ti farà crescere come fotografo e produrrai delle immagini più originali.
L'Islanda d'inverno: fotografare nella stagione dell'Aurora
La finestra ideale per cacciare l'Aurora boreale in Islanda va da metà Settembre a metà Aprile. Al di fuori di questo intervallo le notti sono troppo brevi, o del tutto assenti, per garantire il buio necessario all'avvistamento. È fondamentale capire una cosa subito: pianificare un viaggio per l'Aurora non significa assicurarsi di vederla. Significa solo creare le condizioni più favorevoli possibili affinché questo accada. La certezza non esiste, soprattutto quando parliamo di fenomeni naturali.
I mesi di Dicembre e Gennaio, con meno di cinque ore di luce solare al giorno, offrono finestre notturne amplissime; un vantaggio enorme per l'astrofotografia. Il vero fattore limitante è il meteo. Il cielo islandese è spesso coperto e la difficoltà principale non è l'attività solare, ma trovare un cielo limpido. Le lunghe strade dritte dell'isola, per fortuna, ti permettono di spostarti per "inseguire" il sereno se c'è cielo libero nei dintorni.
Un consiglio poco noto ma prezioso: per massimizzare le probabilità di avvistamento, vale la pena considerare di partire in prossimità degli equinozi di primavera e autunno (attorno al 20 Marzo e al 20 Settembre). In queste finestre temporali, l'attività geomagnetica solare tende a intensificarsi, con Aurore spesso fuori dall'ordinario.
Un altro fattore da non ignorare: il ciclo solare. Il sole segue un ciclo di circa undici anni, oscillando tra periodi di quiete e picchi di intensa attività. Il ciclo solare 25 ha raggiunto il suo apice nel 2024 e l'attività solare rimane elevata nel 2026, generando Aurore frequenti e vivide. Siamo, in altri termini, in un periodo d'oro per chi vuole fotografare questo fenomeno.
Strumenti essenziali per monitorare l'Aurora
Le app Space Weather e Aurora Forecast sono riferimenti indispensabili. L'indice KP misura l'intensità dell'attività geomagnetica su una scala da 0 a 9. Sopra il KP 3 le probabilità di avvistamento aumentano sensibilmente, ma anche un KP 2 in una notte limpida e buia può regalare uno spettacolo memorabile. Sopra il KP 5, ogni minuto trascorso al chiuso è un'occasione persa.
Per una lettura affidabile, è consigliabile controllare le previsioni intorno alle 18:00 del giorno stesso in cui si intende uscire; è l'orario in cui i dati geomagnetici offrono la maggiore attendibilità.
Per il meteo islandese, fondamentale per valutare la copertura nuvolosa, il riferimento più preciso rimane vedur.is, il portale del servizio meteorologico islandese. Per le condizioni stradali in tempo reale, il sito di riferimento è road.is.
Tutte le informazioni su come fotografare l'Aurora Boreale le trovi nel mio articolo Come fotografare l'Aurora boreale.
La luce invernale: il dono nascosto del fotografo
La luce invernale è il primo elemento che sorprende, forse ancora prima dell'Aurora. In inverno il sole sorge tardi, verso le 10:30–11:00, e tramonta già nel primo pomeriggio, intorno alle 15:00–15:30.
Questo significa che la golden hour, quella luce radente, arancione e morbida che d'estate dura pochi minuti, tra Dicembre e Gennaio accompagna il fotografo per ore. Per la fotografia di paesaggio è una condizione semplicemente straordinaria.
Il rovescio della medaglia è che le ore di lavoro utili sono pochissime. Ogni uscita va pianificata con millimetrica precisione. Il mattino presto è ideale per spostarsi e raggiungere le location di scatto, arrivando sul posto già pronti a fotografare, prima che la luce cambi.
Le location: dove scattare
L'Islanda non delude quasi mai dal punto di vista fotografico. Gli spot più celebri si concentrano lungo la costa sud e la penisola di Snæfellsnes, ma allontanandosi da Reykjavík e salendo verso nord la densità turistica cala drasticamente e, con essa, aumentano le possibilità di vivere i luoghi nella loro dimensione più autentica.
Kirkjufell — La montagna più fotografata dell'isola. Il suo profilo inconfondibile offre composizioni quasi perfette in qualsiasi stagione. È anche uno dei migliori spot per l'Aurora, con una visuale aperta verso nord particolarmente favorevole quando l'attività geomagnetica è debole.
Jökulsárlón — La laguna glaciale con i suoi iceberg alla deriva. D'inverno è spesso parzialmente ghiacciata, con una luce e un'atmosfera completamente diverse rispetto all'estate. Poco più avanti, i ghiacciai di Fjallsárlón offrono scenari altrettanto potenti ma con molto meno pubblico. Un luogo che richiede tempo e pazienza per essere compreso fotograficamente.
Diamond Beach — A pochi passi da Jökulsárlón, la spiaggia di sabbia nera su cui si depositano i frammenti di ghiaccio trascinati dalla corrente è uno degli scenari più fotografati dell'isola. Il contrasto tra il nero vulcanico, il bianco e il blu trasparente del ghiaccio e la luce radente dell'alba o del tramonto produce immagini difficili da replicare altrove. Il numero e la forma degli iceberg cambia continuamente, il che significa che ogni visita restituisce qualcosa di diverso.
Grotte di ghiaccio — Accessibili solo da novembre ad aprile, quando le temperature sono abbastanza basse da renderle stabili, le grotte di ghiaccio all'interno del ghiacciaio Vatnajökull sono tra le esperienze fotografiche più straordinarie che l'Islanda possa offrire. La luce che filtra attraverso il ghiaccio crea sfumature di blu intenso impossibili da descrivere. L'accesso richiede obbligatoriamente una guida locale certificata: non è possibile entrarci in autonomia. Prenota in anticipo, soprattutto nei mesi centrali dell'inverno, perché i posti si esauriscono rapidamente.
Vík e la spiaggia di Reynisfjara — Il paese più a sud dell'Islanda, con la spiaggia di sabbia nera e i basalti colonnari. D'inverno il contrasto cromatico tra il nero della sabbia, il bianco della schiuma e la luce bassa e obliqua produce immagini di grande impatto visivo. Da tenere a mente: la spiaggia è orientata a sud, quindi solo un'Aurora molto intensa sarà visibile sopra di essa.
Seljalandsfoss e Skógafoss — Le cascate più famose dell'isola, belle in qualsiasi stagione. D'inverno si possono trovare parzialmente ghiacciate, con formazioni di ghiaccio che aggiungono un ulteriore livello di interesse. Skógafoss, orientata a nord, è perfetta per fotografare l'Aurora quando l'attività è intensa.
Vestrahorn e Stokksnes — Una delle combinazioni paesaggistiche più incredibili dell'isola; la spiaggia di sabbia nera davanti alle cime drammatiche del Vestrahorn, con le dune che cambiano forma con le maree. Vestrahorn è orientata a nord e questo lo pone come uno degli spot fotografici migliori per fotografare l'Aurora boreale. All'alba, in condizioni di neve, produce immagini di un'intensità difficile da descrivere.
Eystrahorn — Meno nota del Vestrahorn ma altrettanto potente. Le rocce scolpite e la luce radente serale guidano l'occhio verso le cime frastagliate con una naturalezza compositiva rara. Se hai solo un giorno per la costa est, scegli tra i due, ma se puoi visitali entrambi.
Penisola di Snæfellsnes — Meno affollata rispetto alle mete del sud, con scenari selvaggi e una luce spesso straordinaria. Perfetta per chi vuole uscire dai circuiti più battuti. La piccola chiesa nera di Búðakirkja, isolata nella lava, è uno spot narrativo di grande potenza.
Per chi è disposto a spingersi verso nord, il premio è doppio: notti ancora più lunghe in pieno inverno, densità turistica notevolmente inferiore e paesaggi di una potenza fuori scala. Mývatn, Dettifoss e Goðafoss su tutti.
La cascata Dettifoss, la più potente d'Europa per portata, è uno di quei luoghi che ti fa davvero percepire quanto siamo piccoli. Goðafoss, più accessibile e fotograficamente più versatile, regala composizioni straordinarie sia all'alba che al tramonto.
Come muoversi: auto, van o camper?
Noleggiare un'auto è l'unico modo realistico per esplorare l'Islanda in autonomia e raggiungere i migliori spot fotografici nei momenti di luce ideale. L'aeroporto internazionale di Keflavík offre molte opzioni e il ritiro è possibile a qualsiasi ora.
Non è necessario prendere un 4×4 in estate per girare le strade principali. Le F-roads, invece, richiedono obbligatoriamente un fuoristrada abilitato ai guadi.
Il 30% delle strade percorse potrebbe essere su ghiaia compattata e il rischio di rompere il cristallo non è remoto, quindi vale la pena aggiungere l'assicurazione più completa possibile.
In inverno il 4×4 con trazione integrale non è un optional, è una necessità. Le strade principali possono presentare ghiaccio compatto e neve e la guida su superfici scivolose richiede un approccio completamente diverso: niente frenate brusche, accelerazioni progressive e distanze di sicurezza almeno triplicate.
Una soluzione spesso sottovalutata è quella di noleggiare un furgoncino o un camper. In Islanda può capitare di non trovare alloggio nelle zone più remote, specialmente in alta stagione, e la possibilità di dormire nel veicolo risolve il problema alla radice, aggiunge un livello di avventura al viaggio e permette di essere già sul posto all'alba senza dover guidare per ore nel buio.
Alcune attrazioni turistiche sono collegate da linee di autobus e tour organizzati, ma questo sistema non è adatto alla fotografia perché sarai limitato negli orari e nelle location. In estate, però, alcuni bus raggiungono i sentieri degli altopiani. Se pensi di passare più giorni a fare trekking fotografico senza toccare le F-roads, può essere una soluzione economica e pratica.
Consiglio operativo: scaricati la mappa offline di Google Maps di tutta l'Islanda prima di partire. La connettività nelle zone remote non è garantita e avere la mappa disponibile offline può salvarti in più di un'occasione.
Come prepararsi: abbigliamento e attrezzatura
Abbigliamento
Il freddo islandese non va sottovalutato. Il vero nemico non è la temperatura in sé, ma il vento. Un −5 °C con vento sostenuto può percepirsi come −10 °C. Il meteo cambia rapidamente, in qualsiasi stagione.
Il mio setup consigliato è costruito a cipolla: base termica in lana merino, strato intermedio in pile o piumino compressibile, giacca esterna impermeabile e antivento, pantaloni tecnici impermeabili, guanti fotografici con le dita removibili e calzature impermeabili con suola antiscivolo e ramponcini.
Un accessorio spesso dimenticato è il sacco a pelo. Se finisci per dormire in macchina, per scelta o per necessità, essere attrezzati fa la differenza.
Attrezzatura fotografica
Il freddo scarica le batterie a velocità sorprendente. Porta almeno due batterie extra, da tenere sempre a contatto con il corpo, nella tasca interna della giacca, per mantenerle alla temperatura operativa.
Il treppiede è assolutamente indispensabile: scegli un modello robusto che tenga bene il vento.
Obiettivi da portare: per l'Aurora si lavora quasi sempre con un grandangolare luminoso; un 15-30 mm f/2.8 è la scelta ideale. Per i paesaggi diurni, un 70–200 mm permette di comprimere la prospettiva e isolare con precisione gli elementi compositivi. Un 24–70 mm f/2.8 è un ottimo compromesso per chi vuole viaggiare leggero coprendo comunque un range versatile.
Un powerbank capiente, possibilmente con pannello solare e meglio se con torcia LED integrata, è un altro accessorio prezioso.
Porta con te uno zaino fotografico impermeabile e una buona cerata. Proteggono l'attrezzatura nelle condizioni più dure e rendono ogni spostamento più comodo. Fai attenzione alle dimensioni in caso di volo; se usi una compagnia low cost, verifica i limiti del bagaglio a mano.
Impostazioni di scatto per l'Aurora
Qui ti rimando al mio articolo Come fotografare l'Aurora boreale.
Aspetti pratici: cibo, budget e pagamenti
Mangiare senza spendere una fortuna
L'Islanda è cara, inutile girarci intorno. Il consiglio più utile per non dissanguarsi a ogni pasto è fare scorte nei supermercati distribuiti lungo tutta l'isola; la scelta è sempre sufficiente per garantire i propri pasti a prezzi ragionevoli. I distributori di benzina, quasi sempre dotati di shop e cucina al volo, sono ottimi punti di sosta. Per i momenti in cui cucinare è impossibile, le zuppe di noodles istantanee, riscaldabili con l'acqua calda, sono un salvavita economico e leggero da portare.
Molte volte sono partito da casa già con una base di spesa imbarcata in stiva. Scegliere di pagare 3 kg in più di bagaglio per imbarcare pasta, riso, olio, formaggio e simili può essere una scelta consapevole ed economica.
Budget
Un viaggio di dieci giorni per un gruppo di tre persone ha un budget realistico tra i 1.300 e i 1.500 euro, considerando alloggio, noleggio auto, carburante e pasti fatti prevalentemente in autonomia. I biglietti aerei acquistati con mesi di anticipo possono abbassare significativamente il costo totale.
Pagamenti
In Islanda tutti accettano il pagamento con carta, anche contactless, ovunque, dai distributori di benzina ai rifugi più remoti. Non è necessario cambiare contanti in corone islandesi. Un conto su Revolut o strumenti simili senza commissioni sull'estero è la soluzione più smart per gestire i pagamenti senza sorprese.
Connettività
Con un operatore come Iliad, Tim o Vodafone, la copertura in Islanda è generalmente buona anche nelle zone meno urbanizzate. In ogni caso, avere la mappa offline di Google Maps scaricata in anticipo è un'abitudine che consiglio a prescindere dall'operatore. Autoleggi come Car Rental e altri nella loro assicurazione Platinum includono la connessione wifi gratuitamente.
Conclusione
L'Islanda premia chi è flessibile e paziente, in qualsiasi stagione. Non si può programmare tutto al dettaglio. Il meteo cambia in modo repentino, le Aurore arrivano quando vogliono, la luce estiva seduce a orari impensabili.
I piani migliori spesso saltano per via di una bufera improvvisa e possono trasformarsi in qualcosa di inatteso e straordinario.
È un territorio in cui non è l'uomo a plasmare il paesaggio, ma è il paesaggio a decidere dove l'uomo può stare e dove no. Lo stesso vale per il fotografo. Bisogna rispettarne il clima, non spingersi oltre quello che il territorio permette e imparare ad accettarne l'incertezza come parte integrante dell'esperienza.
L'Islanda non si esaurisce mai del tutto. Puoi tornarci con lo stesso obiettivo, nella stessa stagione, sullo stesso spot e trovare qualcosa di completamente diverso. La luce cambia, il ghiaccio si sposta, il cielo non è mai uguale a se stesso.
Per chi ama davvero la fotografia di paesaggio, il miglior compromesso è tornare almeno due volte, una in estate, una in inverno. Non perché una stagione valga più dell'altra, ma perché sono due isole diverse che abitano lo stesso territorio e nessuna delle due racconta una storia completa.
Forse è proprio questo il suo fascino più grande. L'Islanda non si finisce mai di capire. La si visita, la si studia, la si fotografa e ogni volta lascia qualcosa in sospeso, come un'Aurora che svanisce prima che tu riesca a metterla a fuoco.
Vuoi venire a fotografare l'Islanda con me? Visita il mio sito www.nicolachinellato.it e scopri quando parto.
Visita anche il mio Portfolio fotografico per vedere tutte le foto che ho fatto in Islanda nel corso degli anni.
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